Congresso ESCIF: la FAIP protagonista per i diritti delle persone con lesione al midollo spinale

Si sono conclusi quattro giorni intensi di lavori, confronto e approfondimento che hanno visto riuniti in Italia rappresentanti delle Federazioni Europee delle persone con lesione al midollo spinale, professionisti sanitari, società scientifiche, direttori delle Unità Spinali, ricercatori, associazioni e istituzioni. Un Congresso Internazionale che non è stato soltanto un momento di incontro, ma una concreta occasione di dialogo e di costruzione di una visione comune sulle politiche riabilitative, sociali e sanitarie che interesseranno il futuro delle persone con lesione al midollo spinale in Europa.

A rendere ancora più qualificato il confronto sono stati i 65 delegati provenienti da numerosi Paesi europei, che hanno contribuito ad arricchire il dibattito con esperienze, competenze e modelli organizzativi differenti. La loro presenza ha favorito uno scambio costruttivo di buone pratiche e di prospettive, rafforzando il ruolo della cooperazione internazionale nella definizione di politiche sempre più efficaci e inclusive.

Tema centrale della Conferenza Europea ospitata quest’anno in Italia è stato l’invecchiamento attivo delle persone con lesione al midollo spinale. Una sfida che riguarda l’intero continente e che impone una riflessione approfondita sui servizi, sulle politiche pubbliche e sui modelli di assistenza necessari per garantire qualità della vita, autonomia personale, prevenzione delle complicanze secondarie, partecipazione sociale e pieno esercizio dei diritti lungo tutto il percorso di vita. L’aumento dell’aspettativa di vita delle persone con lesione midollare rappresenta infatti una delle più importanti trasformazioni degli ultimi decenni e richiede risposte innovative e sostenibili da parte dei sistemi sanitari e sociali.

Particolarmente significativa è stata anche l’attività di comunicazione che ha accompagnato l’intero congresso. Attraverso i canali social della Federazione e dei partner coinvolti, i lavori sono stati raccontati e documentati giorno dopo giorno, ora dopo ora, offrendo una restituzione puntuale delle sessioni scientifiche, delle tavole rotonde e degli interventi dei relatori. Ogni contenuto è stato condiviso in tempo reale, consentendo a un pubblico molto più ampio di seguire il confronto e di approfondire i temi trattati. Questo importante lavoro di divulgazione ha contribuito a valorizzare il patrimonio di conoscenze emerso durante l’evento e a rafforzare la diffusione di una cultura della partecipazione, dell’inclusione e dell’innovazione.

Ancora una volta la FAIP ha dimostrato di essere una realtà autorevole e credibile, capace di organizzare un evento di livello internazionale e, soprattutto, di promuovere un confronto di alto profilo sui temi della salute, dell’inclusione sociale, dell’autonomia personale e dei diritti di cittadinanza.

Nel corso dei lavori sono emerse con chiarezza le profonde differenze che ancora oggi caratterizzano i sistemi di presa in carico delle persone con lesione al midollo spinale nei diversi Paesi europei. Se da una parte esistono realtà che hanno sviluppato modelli avanzati di continuità assistenziale e integrazione sociosanitaria, dall’altra persistono sistemi nei quali il percorso della persona si interrompe troppo spesso al termine della fase ospedaliera, lasciando le persone e le loro famiglie sole nell’affrontare le sfide della quotidianità.

In questo contesto il modello italiano ha rappresentato un importante punto di riferimento. Pur tra criticità ancora presenti, il sistema delle Unità Spinali Unipolari, la presenza di équipe multidisciplinari altamente specializzate e l’esperienza maturata nella presa in carico globale della persona continuano a essere riconosciuti a livello internazionale come elementi di assoluto valore.

L’Italia dispone infatti di professionalità e competenze che hanno consentito negli anni di raggiungere risultati significativi nel campo della medicina riabilitativa, della prevenzione delle complicanze secondarie e del recupero dell’autonomia personale. Un patrimonio costruito grazie al lavoro congiunto di professionisti, società scientifiche, associazioni e istituzioni che hanno creduto nell’importanza di una riabilitazione specialistica e personalizzata.

Il congresso ha tuttavia evidenziato anche le criticità che il nostro Paese continua ad affrontare. Se la fase ospedaliera e riabilitativa rappresenta spesso un’eccellenza riconosciuta, permane una forte disomogeneità territoriale nella fase successiva. Il passaggio dall’ospedale al territorio continua infatti a rappresentare uno dei punti più delicati dell’intero sistema: servizi non sempre adeguati, percorsi assistenziali frammentati e differenze significative tra regioni rendono ancora difficile garantire risposte uniformi ai bisogni delle persone.

Le esperienze presentate dalle delegazioni europee hanno confermato che la sfida del futuro non consiste esclusivamente nel migliorare le cure, ma nel costruire modelli capaci di accompagnare la persona lungo tutto il proprio progetto di vita. La qualità della riabilitazione si misura infatti non solo attraverso i risultati clinici, ma anche nella capacità di garantire accesso al lavoro, mobilità, inclusione sociale, partecipazione e piena cittadinanza.

Da questo punto di vista è emerso con forza il ruolo fondamentale delle organizzazioni rappresentative delle persone con lesione al midollo spinale. In tutta Europa il movimento associativo sta assumendo una funzione sempre più strategica nella definizione delle politiche pubbliche e nella promozione dei diritti. La FAIP, attraverso la propria attività e la propria capacità di rappresentanza, si conferma una delle realtà più autorevoli in questo panorama, contribuendo concretamente alla costruzione di una rete europea sempre più forte e coesa.

A conclusione dei lavori, il Presidente Nazionale della FAIP, Vincenzo Falabella, ha sottolineato come il congresso abbia rappresentato una straordinaria occasione di crescita collettiva.

«Abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con esperienze diverse, di analizzare criticità comuni e di condividere soluzioni innovative. Da questo confronto emerge con chiarezza che l’Italia possiede competenze, professionalità e modelli organizzativi che possono rappresentare un riferimento per molti Paesi europei. Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di continuare a lavorare per superare le disuguaglianze territoriali e garantire a ogni persona con lesione al midollo spinale gli stessi diritti e le stesse opportunità indipendentemente dal luogo in cui vive».

Falabella ha inoltre evidenziato come il congresso abbia confermato il valore del Terzo Settore e dell’associazionismo quale motore di innovazione sociale e culturale.

«Le persone con lesione al midollo spinale non sono soltanto destinatarie di servizi o prestazioni. Sono cittadini, portatori di diritti, competenze e capacità. La sfida che abbiamo davanti è costruire una società che sappia riconoscere e valorizzare questo patrimonio umano, garantendo a tutti pari dignità e pari opportunità».

Nel corso della sessione conclusiva è stato rivolto un sentito ringraziamento a tutto lo staff organizzativo, alla segreteria e agli uffici della Federazione che hanno reso possibile l’accoglienza e il coordinamento delle numerose delegazioni internazionali presenti al congresso.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla famiglia Vitali e in particolare a Gianfranco Vitali, che ha ospitato l’evento con grande professionalità, sensibilità e attenzione alle esigenze di tutti i partecipanti, contribuendo a creare un ambiente inclusivo e accogliente.

Un riconoscimento particolare è stato inoltre espresso a Roberto Vitali, il cui contributo si è rivelato determinante non soltanto per la realizzazione dell’evento, ma anche per la promozione di una cultura dell’accessibilità universale. Il suo impegno rappresenta da anni un punto di riferimento nazionale e internazionale per la diffusione di modelli di turismo e di partecipazione realmente accessibili.

Un particolare ringraziamento è stato inoltre rivolto alla Fondazione Serena Olivi per l’importante contributo scientifico offerto attraverso la realizzazione dello studio nazionale dedicato alle persone con lesione al midollo spinale. Un progetto di grande valore che ha coinvolto l’intero territorio nazionale grazie alla collaborazione attiva della FAIP e delle associazioni aderenti alla Federazione, consentendo di raccogliere dati, esperienze, bisogni e prospettive direttamente dalle persone interessate. I risultati dello studio rappresentano oggi uno strumento prezioso per comprendere l’evoluzione delle condizioni di vita delle persone con lesione midollare, orientare le politiche pubbliche e promuovere interventi sempre più efficaci in ambito sanitario, sociale e riabilitativo. Un esempio concreto di come la collaborazione tra ricerca scientifica, movimento associativo e istituzioni possa produrre conoscenza e generare cambiamenti positivi per l’intera comunità.

Un sentito ringraziamento è stato rivolto inoltre alle società scientifiche SIMFER e SIMS, ai direttori delle Unità Spinali italiane, ai professionisti sanitari e a tutti i relatori che hanno contribuito ad arricchire il dibattito con competenza, esperienza e visione.

La Federazione ha inoltre espresso gratitudine agli sponsor che hanno sostenuto il congresso, contribuendo concretamente alla sua riuscita. Un grazie particolare a Studio 3A, Guido Simplex e Triride, con un riconoscimento speciale a Gianni Conte, da sempre impegnato nello sviluppo di soluzioni innovative per favorire autonomia, mobilità e inclusione delle persone con disabilità.

Il Congresso Internazionale FAIP si conclude lasciando in eredità molto più di una semplice sintesi dei lavori svolti. Lascia una rete di relazioni rafforzata, una visione condivisa e la consapevolezza che il futuro della riabilitazione e dell’inclusione dovrà necessariamente passare attraverso una sempre maggiore integrazione tra competenze sanitarie, innovazione sociale, partecipazione associativa e politiche pubbliche.

L’Italia esce da questa esperienza con la conferma di possedere eccellenze riconosciute a livello europeo, ma anche con la responsabilità di trasformare tali eccellenze in diritti concretamente esigibili per tutti. È questa la sfida dei prossimi anni: costruire un sistema capace di garantire continuità assistenziale, qualità della vita, autonomia e piena partecipazione sociale alle persone con lesione al midollo spinale.

Dopo questi quattro giorni il messaggio che arriva da Comacchio è chiaro: l’Europa guarda con interesse all’esperienza italiana e l’Italia possiede tutte le potenzialità per essere protagonista di una nuova stagione di innovazione, diritti e inclusione. Non un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso ancora più ambizioso, nel quale la persona, la sua dignità, la sua libertà di scelta e il suo diritto a una vita piena e partecipata continueranno a rappresentare il centro di ogni azione e di ogni politica futura.

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