USU del CTO di Torino: Presentata una “interrogazione regionale”.

Un’interrogazione presentata in Consiglio regionale ai sensi dell’articolo 18, comma 4, dello Statuto e dell’articolo 99 del Regolamento interno, porta all’attenzione della Giunta la grave situazione dell’Unità Spinale Unipolare (USU) di Torino, struttura di riferimento regionale per il trattamento e la riabilitazione delle persone con lesione midollare.

Premesso che l’USU, entrata in funzione nel 2007 di fronte al CTO, rappresentava per anni un polo d’eccellenza a livello nazionale ed europeo, oggi si trova in una condizione di forte ridimensionamento: dai 72 posti letto originari si è passati agli attuali 28 posti attivi, a fronte di circa 1.600 pazienti cronici in carico, numero che cresce costantemente (circa 20 nuovi casi all’anno ogni milione di abitanti).

Negli ultimi anni, a partire dal 2019 e con l’aggravarsi della situazione durante la pandemia, l’Unità Spinale ha progressivamente ridotto la propria capacità operativa, destinando parte della struttura ad altri pazienti con neurolesioni e diminuendo i servizi specifici per le persone con mielolesione. Tale situazione è stata più volte segnalata dal Coordinamento Regionale delle Associazioni delle Persone con Mielolesione, che denuncia una mancata tutela della salute e una drastica riduzione delle possibilità di cura e reinserimento sociale.

La carenza di posti letto e di personale specializzato non solo compromette la tempestività e la continuità delle cure, ma costringe molte persone a ricorrere a strutture fuori regione, con costi elevati e disagi enormi per le famiglie. Il rischio è quello di un progressivo disinvestimento in una struttura nata per essere un fiore all’occhiello della sanità piemontese e oggi gravemente sottodimensionata.

Con l’interrogazione si chiede alla Giunta regionale di chiarire come intenda far fronte all’insufficienza dei posti letto dell’USU, e quali misure urgenti siano previste per ristabilire la piena operatività del reparto, garantendo standard assistenziali adeguati alle necessità di tutti i pazienti mielolesi del territorio piemontese.

“È inaccettabile che una struttura nata per rappresentare un modello di eccellenza nel trattamento delle lesioni midollari si trovi oggi in una situazione di tale criticità – si sottolinea nell’interrogazione –. La Regione deve intervenire subito, investendo risorse e personale per restituire dignità e funzionalità a un servizio fondamentale per la qualità della vita di centinaia di cittadini.”

 

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